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A close-up view of spinach tortellini pasta coated in a creamy walnut sauce.

Pasta fresca ripiena senza sorprese

che cos'è per la legge, quali formati ha l'Italia e come conservarla perché in pentola non si apra

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Dalla sfoglia al freezer: tutto sulla pasta ripiena

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Da miscusi la pasta ripiena ha due facce: i ravioli del plin cacio e pepe e i pansoti al Nocino. I primi sono un formato piemontese chiuso con un pizzicotto, il plin appunto, con dentro una ricetta romana; i secondi sono liguri fino al midollo. Per noi è la pasta che chiede più cura, in cucina e anche dopo, se prendi un take away o una consegna.

La pasta fresca ripiena è una sfoglia di pasta fresca chiusa intorno a un ripieno di carne, formaggi, verdure o pesce. Per la legge italiana è prima di tutto pasta fresca: il DPR 187 del 2001, il decreto che regola paste e sfarinati, la vuole, se preconfezionata, con un'umidità di almeno il 24% e conservata a non più di 4 gradi, con una tolleranza di 2 DPR 187/2001 [1]. Un nome giuridico suo, la ripiena, non ce l'ha. A casa si tiene in frigorifero fra 0 e 4 gradi e si consuma entro la data indicata, oppure, se è fatta in casa, entro un paio di giorni. In freezer, a 18 gradi sotto zero, dura mesi e si cuoce senza scongelarla.

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A close-up overhead view of fresh tortellini pasta coated in vibrant green pesto sauce and garnished with a sprig of fresh basil.

Il ripieno del tortellino di Bologna è depositato con atto notarile dal 1974. Pochi piatti al mondo hanno un notaio alle spalle.

 

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Che cos'è la pasta fresca ripiena per la legge

È pasta fresca, con le regole della pasta fresca. La parola ripiena, nella legge, non compare mai.

Il decreto che regola paste e sfarinati in Italia, il DPR 9 febbraio 2001 n. 187, distingue la pasta secca da quella fresca e fissa per quest'ultima regole precise all'articolo 9 DPR 187/2001 [1]:

 

1. pasta fresca sfusa: va tenuta a non più di 4 gradi dalla produzione alla vendita, con una tolleranza di 3 gradi durante il trasporto e di 2 negli altri casi;
2. pasta fresca preconfezionata: deve avere un'umidità di almeno il 24%, un'attività dell'acqua - la quota di acqua libera, disponibile per i microbi - fra 0,92 e 0,97 e un trattamento termico almeno equivalente alla pastorizzazione; resta inoltre nella stessa catena del freddo;
3. pasta stabilizzata: ha un'umidità di almeno il 20% e un'attività dell'acqua non superiore a 0,92, con trattamenti che le permettono di viaggiare e restare sullo scaffale a temperatura ambiente.

 

La pasta all'uovo ha un articolo tutto suo, l'8: si fa con semola e almeno quattro uova intere di gallina per chilo, cioè non meno di 200 grammi di uovo DPR 187/2001 [2]. La ripiena, che di solito è all'uovo, sta dentro questi confini senza una definizione propria; quando nell'impasto entrano altri ingredienti si parla di paste speciali, all'articolo 7 DPR 187/2001 [3].

Una curiosità che smonta una leggenda da bancone: il testo originale del decreto fissava per la pasta fresca sfusa una durata massima di cinque giorni dalla produzione. Quel limite è stato cancellato nel 2002 dalla legge n. 39, la legge comunitaria con cui ogni anno l'Italia adegua le sue norme a quelle europee, e oggi conta la catena del freddo. Il legislatore, una volta tanto, ha tolto invece di aggiungere.

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Tipi di pasta fresca ripiena: l'Italia in un vassoio

Ogni regione ha il suo formato e quasi ogni città il suo ripieno. Le indicazioni geografiche protette dall'Unione europea, le IGP, invece, sono soltanto due.

 

Formato Regione Ripieno tipico Da sapere
Tortellini Emilia-Romagna, Bologna Lombo di maiale, prosciutto crudo, mortadella, Parmigiano Reggiano, uovo, noce moscata Ricetta depositata dalla Dotta Confraternita del Tortellino nel 1974
Cappellacci di zucca ferraresi Emilia-Romagna, Ferrara Zucca violina IGP dal 2016, sfoglia spessa da 0,4 a 0,7 mm
Culurgionis d'Ogliastra Sardegna Patate, formaggi, menta o aglio o basilico IGP dal 2016, sfoglia senza uovo e chiusura a spiga
Agnolotti e plin Piemonte Di solito carne arrosto Prodotti tradizionali piemontesi
Pansoti Liguria Erbe di campo, il preboggion, con ricotta e formaggio Si condiscono con la salsa di noci
Casoncelli Lombardia, Bergamo Di solito carne, pane e formaggio Prodotto tradizionale bergamasco
Anolini e cappelletti Emilia-Romagna Formaggio e carne secondo la zona Prodotti tradizionali emiliani
Cjalzòns Friuli Venezia Giulia Dolce e salato insieme, secondo la valle Prodotto tradizionale friulano

 

Le fonti della tabella sono la Confraternita del Tortellino [4] per la ricetta bolognese, il registro europeo delle indicazioni geografiche per i Culurgionis [5], il disciplinare dei Cappellacci [6], l'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali del Ministero dell'Agricoltura [7] e la Camera di Commercio delle Riviere di Liguria per i pansoti [8]. Quell'elenco del Ministero raccoglie le preparazioni fatte allo stesso modo da almeno 25 anni, senza il peso di un disciplinare.

La dose dei tortellini è da tenere a mente: la ricetta depositata è pensata per circa mille pezzi e di Parmigiano ne vuole 450 grammi. A Bologna nessuno ha mai pensato di fare una porzione da due.

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Uovo o semola e acqua: cosa cambia nella sfoglia

L'uovo dà elasticità e tenuta: per questo la maggior parte delle paste ripiene lo usa. Esistono però sfoglie senza uovo, come quella dei culurgiones.

Nella pasta fresca all'uovo le proteine dell'albume formano una rete che tiene insieme l'impasto in cottura. Lo hanno visto bene Alamprese, Casiraghi e Rossi dell'Università di Milano: hanno preparato pasta fresca con uova di galline di età diversa e, con le uova delle galline più anziane, che hanno meno albume in proporzione al tuorlo, la rete era più debole e la pasta perdeva più sostanza nell'acqua Alamprese 2011 [9]. Tradotto: l'uovo è la colla della sfoglia e la sfoglia di una ripiena deve reggere un ripieno umido senza aprirsi.

I culurgiones vanno per un'altra strada: il disciplinare vuole una sfoglia di semola e farina con strutto, acqua e sale, senza uovo, chiusa a mano con almeno dieci pieghe a spiga. I nostri pansoti, invece, sono fatti con farina di grano tenero e semola di grano duro biologiche e con uova da allevamento a terra italiane. In Sardegna, insomma, l'uovo lo lasciano alle galline, noi no. Sono due scuole e danno due risultati, buoni tutti e due.

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Come conservare la pasta fresca ripiena

Va tenuta in frigorifero, fra 0 e 4 gradi, rispettando la data indicata sulla confezione. Se è fatta in casa, si mangia in un paio di giorni oppure si congela subito.

Quanto duri una ripiena dipende da come è stata confezionata. Lo ha misurato un gruppo dell'Università di Sassari: Sanguinetti e colleghi hanno pastorizzato della pasta fresca ripiena di formaggio e l'hanno confezionata in due modi, in atmosfera protettiva - una miscela di azoto e anidride carbonica al posto dell'aria - e in aria normale, tenendola poi a 4 gradi per sei settimane. In atmosfera protettiva è rimasta senza muffe per 42 giorni, in aria si è guastata fra il settimo e il quattordicesimo Sanguinetti 2011 [10]. Lo studio riguarda un solo prodotto industriale, però il messaggio vale anche a casa: una volta aperta la confezione, il conto alla rovescia accelera.

In frigorifero

La Food Standards Agency, l'ente britannico per la sicurezza alimentare, indica per il frigorifero di casa una temperatura fra 0 e 5 gradi FSA [11]; per la pasta fresca la legge italiana chiede 4. La ripiena fatta in casa, che non ha avuto pastorizzazione né confezione, è la più delicata: conviene stenderla su un vassoio infarinato, coprirla e mangiarla entro un paio di giorni. Di solito è il ripieno umido, di ricotta, di carne o di pesce, la parte che si guasta per prima.

Fuori dal frigo non va lasciata a lungo: il servizio di sicurezza alimentare del Dipartimento dell'Agricoltura statunitense consiglia di buttare la pasta fresca rimasta per più di due ore sopra i 4 gradi USDA FSIS [12].

C'è poi un batterio da conoscere, la Listeria, che a differenza di molti altri riesce a moltiplicarsi anche alle temperature del frigorifero. Per questo l'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, raccomanda di tenere il frigo ben freddo EFSA [13]. L'Istituto Superiore di Sanità indica come più esposti anziani, donne in gravidanza, neonati e persone con difese immunitarie basse ISS [14]. Per loro le date di scadenza vanno rispettate alla lettera.

In freezer

A 18 gradi sotto zero la pasta ripiena si conserva per mesi e secondo la FSA un alimento si può congelare fino alla data di scadenza indicata in confezione FSA [11]. Il congelamento ferma i batteri senza ucciderli, quindi conviene congelare la pasta appena comprata o appena fatta.

Il metodo casalingo che funziona meglio è separare i pezzi: si dispongono distanziati su un vassoio infarinato, si mettono in freezer finché non sono duri e solo allora si passano in un sacchetto. Così non si attaccano fra loro e ne tiri fuori quanti ne servono. Al momento di cuocerla si butta direttamente nell'acqua che bolle, ancora congelata, poiché scongelata in frigo la sfoglia si bagna e si rompe.

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Pasta fresca ripiena fatta in casa: la ricetta base

Servono una sfoglia all'uovo sottile, un ripieno asciutto e poca aria dentro. Le ricette di pasta fresca ripiena cambiano nel ripieno, mentre la tecnica resta questa.

 

1. La sfoglia: la proporzione classica è un uovo ogni 100 grammi di farina, che per quattro persone fa 400 grammi di farina e quattro uova. Si impasta finché è liscia, si lascia riposare coperta per mezz'ora e si stende sottile: il disciplinare dei cappellacci ferraresi indica da 0,4 a 0,7 millimetri, cioè quasi trasparente.
2. Il ripieno: quello più semplice è ricotta e spinaci, con gli spinaci cotti e strizzati bene, poiché l'acqua è la nemica della chiusura. Si condisce con parmigiano, sale e noce moscata e si tiene compatto.
3. La chiusura: si mette una nocciola di ripieno sulla sfoglia, si copre o si ripiega e si preme intorno con le dita per far uscire l'aria. Una bolla rimasta dentro è una ripiena che in pentola si apre.
4. La cottura: si fa in acqua abbondante e salata, a bollore vivace ma senza tempesta, per pochi minuti. Il segnale è il bordo, che deve essere morbido e ancora consistente.

 

Se l'idea di stendere la sfoglia a mano ti spaventa un po', da noi ci sono gli eventi di pasta making, dove si impasta e si chiude insieme e alla fine si mangia quello che si è fatto. Il rischio di errori resta. Almeno li assaggi in compagnia.

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Condimenti per la pasta fresca ripiena

Più il ripieno è ricco, più il condimento si fa da parte. È la nostra regola e la tradizione ci dà ragione.

I tortellini bolognesi stanno nel brodo, i pansoti liguri con la salsa di noci, molte ripiene di zucca o di magro con burro e salvia. Il condimento accompagna: una ripiena di carne sotto un ragù pesante è una ripetizione, non un piatto. Se il ripieno ha già tutto, al condimento basta tenere compagnia.

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Quanto costa la pasta fresca ripiena

Prezzi di riferimento ufficiali non ce ne sono e il prezzo cambia molto con il ripieno e con la lavorazione.

L'Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese, che segue ogni mese i beni di largo consumo, non rileva la pasta fresca né la ripiena MIMIT [15]. Serie pubbliche di altri enti non ne abbiamo trovate. Quello che fa salire il prezzo si vede a occhio: la quota di ripieno sul peso, il tipo di ripieno, con la carne e il pesce che costano più delle verdure, la presenza dell'uovo, la chiusura a mano e il marchio di un'indicazione geografica. Al banco chiedi sempre il prezzo al chilo, poiché le confezioni hanno pesi diversi e il confronto a occhio inganna. Il prezzo più alto, alla fine, lo paga chi la compra e poi la dimentica in fondo al frigo.

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A plate of fresh green pesto tortellini is served on a marble table alongside a glass of white wine and rustic bread.

Da miscusi la ripiena si chiude con cura

Sei arrivato qui per capire che cos'è la pasta fresca ripiena e come trattarla. La risposta sta tutta in due parole, freddo e fretta. Serve freddo finché non la cuoci e serve fretta quando arriva il momento di mangiarla.

Da noi la trovi già pronta in tavola: i ravioli del plin cacio e pepe, piccoli fuori e con una salsa cacio e pepe dentro, e i pansoti al Nocino, con ricotta, spinaci e Grana Padano DOP nel ripieno e il pesto di noci sopra. Accanto c'è la nostra Superpasta, fresca e fatta con acqua e semole biologiche: grano duro Kronos e grani antichi macinati a pietra come il Perciasacchi.

Scegli dal menù oppure fai il tuo make your own con i formati e i condimenti che preferisci. Da miscusi mangia quasi chiunque, anche chi a casa la sfoglia non l'ha mai stesa e non ha intenzione di cominciare. Prenota il tuo tavolo: la conservazione, per una sera, è un problema nostro.

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Le risposte veloci (FAQ)

Quanto dura in frigo la pasta fresca ripiena?

Quella confezionata dura fino alla data indicata, purché resti fra 0 e 4 gradi e la confezione sia chiusa. Una volta aperta va consumata in breve tempo. Quella fatta in casa conviene mangiarla entro un paio di giorni oppure congelarla subito.

Si può congelare la pasta fresca ripiena?

Sì, a 18 gradi sotto zero si conserva per mesi. Conviene congelare i pezzi separati su un vassoio e poi passarli in un sacchetto, così non si attaccano. Il congelamento ferma i batteri senza eliminarli, quindi la pasta va congelata quando è ancora fresca.

Come si cuoce la pasta ripiena congelata?

Si cuoce direttamente nell'acqua bollente, senza scongelarla. Serve un minuto o due in più rispetto alla fresca. Scongelata in frigorifero, la sfoglia si inumidisce e tende ad aprirsi in cottura.

La pasta fresca ripiena di pesce si conserva allo stesso modo?

Sì, con un'attenzione in più: il pesce è fra gli ingredienti più deperibili. Una ripiena di pesce fatta in casa va cotta in giornata oppure congelata subito; in frigorifero si tiene nella parte più fredda.

Che differenza c'è fra pasta fresca e pasta stabilizzata?

La pasta fresca va tenuta in frigorifero a non più di 4 gradi. La pasta stabilizzata ha meno acqua libera e un trattamento che le permette di stare sullo scaffale a temperatura ambiente. Le regole le fissa il DPR 187 del 2001.

Quali sono i tipi di pasta fresca ripiena più famosi?

Tortellini, cappelletti e anolini in Emilia-Romagna, agnolotti e plin in Piemonte, casoncelli in Lombardia, pansoti in Liguria, culurgiones in Sardegna, cjalzòns in Friuli. Solo due hanno l'IGP: i Cappellacci di zucca ferraresi e i Culurgionis d'Ogliastra.

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Fonti

 

1.

DPR 9 febbraio 2001, n. 187, Regolamento per la revisione della normativa sulla produzione e commercializzazione di sfarinati e paste alimentari, art. 9, Normattiva. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.presidente.repubblica:2001-02-09;187~art9

2.

DPR 9 febbraio 2001, n. 187, art. 8, Normattiva. https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.presidente.repubblica:2001-02-09;187~art8

3.

DPR 9 febbraio 2001, n. 187, testo vigente, art. 7, FAOLEX. https://faolex.fao.org/docs/pdf/ita31873.pdf

4.

Dotta Confraternita del Tortellino, La ricetta depositata. https://www.confraternitadeltortellino.it/la-ricetta-depositata/

5.

Commissione europea, eAmbrosia, Culurgionis d'Ogliastra IGP, Regolamento di esecuzione (UE) 2016/1729. https://webgate.ec.europa.eu/eambrosia-api/api/v1/geographical-indications/EUGI00000015912

6.

Ministero dell'Agricoltura, Disciplinare di produzione dell'IGP Cappellacci di zucca ferraresi. https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3348

7.

Ministero dell'Agricoltura, Elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, 25ª revisione. https://www.masaf.gov.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/22781

8.

Camera di Commercio Riviere di Liguria, elenco Liguria Gourmet, 2015. https://www.rivlig.camcom.gov.it/sites/default/files/contenuto_redazione/oldsite/iniziativePromozionali/91/9158_CCIAASV_2272015.pdf

9.

Alamprese C, Casiraghi E, Rossi M, Effects of housing system and age of laying hens on egg performance in fresh pasta production: pasta cooking behaviour, Journal of the Science of Food and Agriculture, 2011. https://europepmc.org/article/MED/21384359

10.

Sanguinetti AM, Del Caro A, Mangia NP, Secchi N, Catzeddu P, Piga A, Quality changes of fresh filled pasta during storage: influence of modified atmosphere packaging on microbial growth and sensory properties, Food Science and Technology International, 2011. https://europepmc.org/article/MED/21364042

11.

Food Standards Agency, How to chill, freeze and defrost food safely. https://www.gov.uk/government/publications/how-to-chill-freeze-and-defrost-food-safely/how-to-chill-freeze-and-defrost-food-safely

12.

USDA Food Safety and Inspection Service, scheda sulla conservazione sicura degli alimenti. https://www.govinfo.gov/content/pkg/GOVPUB-A110-PURL-gpo140676/pdf/GOVPUB-A110-PURL-gpo140676.pdf

13.

EFSA, Listeria. https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/listeria

14.

Istituto Superiore di Sanità, EpiCentro, Listeriosi. https://www.epicentro.iss.it/listeria/

15.

Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Osservatorio prezzi, beni e servizi di largo consumo. https://osservaprezzi.mise.gov.it/prezzi/livelli/beni-e-servizi-di-largo-consumo/archivio-rilevazioni-beni-e-servizi-di-largo-consumo